Discendente dell'antica famiglia varesina dei Castiglioni, quella del cardinal Branda, figlia di un noto imprenditore, si distinse per il suo amore verso lo sport. Predilesse il volo a vela con tale passione, condivisa anche dal marito, da conquistare record imbattuti per molti anni. Schiva, non amava parlare di sé e dei traguardi raggiunti. Intendeva il suo sport come una filosofia di vita.
Plinio Rovesti, pilota e meteorologo di fama e anima del volo a vela varesino, già fondatore nel 1945 dell'Aero Club Varese, amico personale dei coniugi volovelisti coi quali diede vita al Centro Studi di Calcinate, ha un personale ricordo di Adele Orsi, confidato ai lettori della rivista da lui stesso fondata nel 1946.
"La ricordo in tenuta da volo, nei tanti campionati che l'hanno vista protagonista fra i grandi del nostro sport. E mi pare anche di rivederla a Calcinate, agli inizi del suo folgorante cammino, tutta tesa ad affinare quelle doti di sensibilità aviatoria e di autodisciplina sportiva che di lì a poco ne avrebbero fatta la più grande campionessa italiana di tutti tempi, ponendola presto a fianco delle migliori voloveliste del mondo. Sempre ai primi posti, anche nelle competizioni a preponderante partecipazione maschile, ha condiviso con i più attivi fra i suoi compagni volovelisti la passione per l'altra performance, in solitaria o in cordata, con risultati che rimarranno scolpiti per sempre nella storia del nostro sport".
A proposito della competizione una volta intervistata Adele disse : ”La competizione è parte del volo a vela. Perdi qualcosa di questo sport se non gareggi. Mi è sempre piaciuto gareggiare. Lo ritengo complementare ai voli per ottenere record o voli di distanza.”
A proposito di preponderante partecipazione maschile, non pochi furono i compagni di volo battuti dalla Orsi: "vittima" qualche volta lo stesso marito. La notizia comparve sulla "Domenica del Corriere", con relativa fotografia che immortalava entrambi: "La rivalità tra Adele e Giorgio Orsi è d'antica data come antica è la loro passione per il volo a vela. La vittoria ora arride all'uno, ora all'altra. Oltre ai voli nazionali, verso le Alpi o le Dolomiti, o in direzione del campo di Rieti, vennero le imprese all'estero: la Orsi volò nei cieli d'Inghilterra, Francia, Argentina e Nevada, già a metà degli anni sessanta; fu in Polonia alla fine di quel decennio; e ancora in Svezia, Sud-Africa, e in Australia per i campionati mondiali (esperienza, quest’ultima, che l'affascinò particolarmente), negli anni settanta. Nel 1973 gareggiò in Polonia in una gara femminile: 21 concorrenti da 12 paesi diversi, tutte con il medesimo aliante il Pirat. Trovò la gara difficile. Quella fu l’unica esperienza che fece in campo internazionale femminile.
Uno dopo l'altro i primati nazionali femminili furono tutti suoi, mentre per la prima volta una volovelista italiana regalava al nostro paese la gloria di vari record mondiali. In un’altra intervista Adele aveva ancora affermato:”Se vuoi ottenere un record, specialmente un record mondiale, devi essere tenace. Provare,riprovare e provare ancora,questa è la cosa più importante. Non c’è bisogno di una giornata eccezionale,né di una particolare ispirazione. Basta solo provarci e riprovarci. E poi volare tranquilli. Non bisogna porre particolare enfasi in un tentativo di record. Ho sempre cercato di essere calma al decollo e, una volta sganciato il cavo di traino,ho cercato la massima concentrazione per raggiungere il mio obiettivo”